Come direbbero a Livorno, "De' abbiamo capito al volo: crf. AI e LLM: facciamo chiarezza senza dimenticare etica e responsabilità "
Nota: questo articolo non è stato scritto con l’AI, e non è stato “revisionato” con nessun LLM”
Leggo ieri uno dei soliti post su Linkedin che venerano l’AI, scritto da uno dei tanti “venditori di AI con formazione annessa”, probabilmente uno di quelli che 7 (sette in lettere…vedi sotto) anni fa era tra i precursori della Fatturazione elettronica, che poi osannavano PowerBI, quindi la blockchain ed i token NFT ed ora sono arrivati all’AI (LLM, ma AI fa’ marketing).
Si, l’AI, la tecnologia “di moda” da ormai 2 anni! fino alla bolla..Big Big Babolllllll
Leggo, chiudo, rileggo… accenno una risposta; cancello, la riscrivo più soft e poi la cancello di nuovo. Leggo i commenti, “cavolo, tutti d’accordo”: “bravo, ottimo lavoro”, “questa cosa è fantastica”, “ecco l’uso della tecnologia che fa la differenza” etc etc Mah?! Saranno follower che ti devo dì.
Mi salvo il post e vado a letto.
Mi sveglio e ci ripenso, ma possibile che nessuno abbia il coraggio di dire la verità, e che Linkedin sia solo pieno di persone privi di coerenza?
Il post, quello si scritto con l’AI con tanto di -, celebrava l’uso di ChatGP al posto di Excel per redigere un rendiconto finanziario; quindi per la riclassificazione e per i conteggi “matematici” (MATEMATICI), spostando in capo al commercialista “LA VERIFICA A CAMPIONE sul risultato”” … così risparmiamo tempo e diventiamo veri professionisti e non più contabili.
Ma questo è solo uno dei tanti esempi. C’è chi lo celebra per fare budget, chi per riclassificare i bilanci, chi per registrare le fatture (lo dice, che poi lo faccia veramente è un altro paio di maniche, ma dirlo fa hype). C’è chi ha ormai 30 agenti al posto dei dipendenti e chi fa vibe-coding notturno… per la felicità della moglie (“e stasera te la scordi!”) del resto a cosa servono gli informatici, noi commercialisti siamo programmatori sin da lotus 1 2 3 e FileMaker (per gli Apple addicted); che nessuno invada le attività riservate, noi invece si.
Ma abbiamo capito bene di cosa stiamo parlando, oppure l’Hype ci ha ottenebrato la mente? Un LLM è un modello statistico (enorme, avendo illegalmente acquisito tutti i testi esistenti) che PREDICE LA PAROLA (non il numero…vedi all’inizio) più probabile successiva rispetto a quella che precede.
Vedo prevedo stravedo… diceva Mister Taroccò, in arte Ezio Greggio
Esegue “Calcoli matematici”? No! Non nel senso in cui la matematica e l’informatica intendono: “eseguire un calcolo”, cioè applicare un algoritmo deterministico che, dato lo stesso input, produce sempre e comunque lo stesso output corretto”. Un LLM fa qualcosa di diverso per natura: predice la sequenza di caratteri più probabile che assomigli al risultato corretto, sulla base di pattern statistici appresi da esempi visti in addestramento, e che ogni tanto ci azzecca pure. Non applica l’algoritmo dell’addizione, della moltiplicazione, del calcolo del rendiconto finanziario. Non c’è un procedimento garantito che porta necessariamente al risultato esatto. punto!
Ma il commercialista 14.0^³ ha cancellato con un colpo di spugna la frase: “la matematica non è un opinione”! Ma ricordiamoci che non potremo più farlo presente al cliente quando ci dirà: “Dottore, ma come mai pago tutte questa tasse?” “Eh sa, è una previsione, più o meno è venuto fuori questo F24, ho visto che a campione più o meno era simile ad altri ATECO come il suo”.
Dunque, stiamo utilizzando una tecnologia in modo improprio. Usavamo Excel per tutto, ora usiamo ChatGPT per tutto. Ma ci piace un sacco. E’ veloce, scrive bene, ci convince immediatamente della sua bravura, del suo pensiero antropomorfo che gli attribuiamo, noi.
Ma torniamo al post. Dopo che ChatGPT è diventato Pitagora, adesso il Commercialista si trasforma in colui che si fida dei conteggi fatti da un LLM ed esegue solo “controlli a campione”. Basta con il lavoro meccanico, basta con i calcoli da contabile, adesso diventiamo “verificatori del prompt e del risultato”.
Ma noi siamo i cultori della responsabilità professionale, quindi il “controllo a campione”, basterà per giustificare di aver agito nel rispetto della “diligenza professionale”?
A Pagina 20 del documento intitolato “Il lavoro del commercialista nell’era dell’Intelligenza Artificiale: scenari, opportunità e rischi” e pubblicata dal Consiglio Nazionale (https://commercialisti.it/documenti-studio/21880/) leggo: “Anche se l’IA svolge un ruolo importante nell’analisi dei dati e nella generazione di raccomandazioni, la responsabilità finale è sempre attribuita agli esseri umani.”
Leggo: “L’IA può eseguire confronti e calcoli complessi in pochi secondi, offrendo una panoramica istantanea della situazione finanziaria di un’azienda.” Signori, l’AI non fa calcoli, lo vogliamo capire!
A pagina 71 della “GUIDA OPERATIVA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE #2 – L’aiuto intelligente al Commercialista” sempre pubblicata dal Consiglio Nazionale (https://commercialisti.it/documenti-studio/guida-operativa-di-intelligenza-artificiale-laiuto-intelligente-al-commercialista/) leggo: “La vera sfida per il settore sarà trovare un equilibrio ottimale tra innovazione tecnologica e responsabilità professionale. È fondamentale ricordare che l’obiettivo finale di questa trasformazione non è perseguire esclusivamente l’efficienza operativa, ma garantire contemporaneamente elevati standard di trasparenza, affidabilità e sicurezza nelle operazioni contabili.”
a Pagina 200: “l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e innovazione per la professione del commercialista, a condizione che venga adottata con consapevolezza, competenza e responsabilità.”
Sinceramente nei vari post di linkedin io queste cose non ce le ritrovo, trovo a Pag. 101: “Gli autori declinano ogni responsabilità per eventuali danni o conseguenze derivanti dall’utilizzo delle informazioni contenute nella presente pubblicazione.”
Danni? Questa guida non l’ha letta nessuno, mentre i post, i reel, i tiktok si, e quelli fanno danni, eccome.
Non siamo alla preistoria se non usiamo l’AI, torneremo alla preistoria usandola in modo errato. Torneremo alla preistoria se smettiamo di avere un proprio pensiero critico, se smettiamo di pensare e se non facciamo un passo indietro. Ci stiamo lanciando senza freni in una tecnologia senza averne il controllo, e sopratutto senza le giuste basi dell’informatica. La maggior parte delle persone è in difficoltà con password, spid, cie e TS, non conosce come funzionano i computer ed internet. Non sanno cosa sono i file ed i formati, i programmi, i protocolli; non distingue il sistema operativo da un App e le risposte sono sempre le solite: puerili giustificazioni! Fanno tutti così, abbiamo sempre fatto così, io in informatica non sono molto bravo. Dai, facciamo un passo indietro, rivediamo i concetti, studiamo le basi e non ci fidiamo dei social, su linkedin la laurea non ce la prendiamo.
Ringrazio una collega, che spero la pensi come me, per avermi suggerito il titolo.