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AI vs. ME

Ci stanno vendendo l’AI come se fosse una nuova forma di vita superiore, pensante. La super Intelligenza di Altman, stronzate, a quando la mega? e la iper? tanto per fare hype e giustificare (non raccogliere) investimenti circolari...svegliaaa

Guardatevi bene, allo specchio, tutto quello che fa… ce lo abbiamo già, ce lo abbiamo sempre avuto! Solo che è biologico, imperfetto, e per questo infinitamente più potente e meraviglioso.

Un LLM? È solo una memoria statistica gigantesca. Io ho memoria, esperienza, contesto, emozioni: non mi limito a “prevedere parole”, IO capisco. Senza aver rubato niente a nessuno.

I token? Sono il modo in cui la macchina spezzetta il linguaggio. Io parlo, ascolto, interpreto silenzi, tono, intenzioni. Non ho bisogno di “tokenizzare” la realtà per viverla. 

Retrieval? Sono una copia povera della mia capacità di ricordare, associare, intuire. Io non cerco solo dati: creo connessioni nuove.

Gli agenti? Sono automazioni con regole. Io prendo decisioni, mi assumo responsabilità, cambio idea. 

Le API? Sono interfacce rigide. Io ho mani, occhi, voce, corpo: interagisco con il mondo reale, non con endpoint.

Il cosiddetto “MCP” o server esterni? Sono tentativi di dare alla macchina dei sensi. Io vedo, sento, tocco, annuso. E soprattutto: percepisco.

Il training? È addestramento passivo su dati morti. Io imparo vivendo, sbagliando, adattandomi. 

L’inferenza? È risposta automatica. Io penso. Non attendo millesimi di secondo prima di rispondere, e nemmeno ragionamenti profondi a seconda della configurazione, magari d'impulso o con ragionamento, ma il mio, non quello statistico.

Difatti, la cosa più importante: loro ottimizzano per probabilità. Io posso scegliere contro la probabilità.

Quindi NO, non ho bisogno dell’AI per esistere, per capire, per creare. Posso usarla, certo. Come uso un martello. Ma non mi confondo: lo strumento non è me.

Non ho nessuna intenzione di atrofizzare cervello, sensi e corpo per delegare tutto a un sistema che funziona solo perché QUALCUNO ha già pensato al posto suo.

Il rischio non è che l’AI diventi intelligente. Il rischio è che noi smettiamo di esserlo.

E io non ho intenzione di farmi spegnere. E voi?

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